Alieni? Quelli sono figli nostri

Un pensiero che condivido:

Caro direttore,
il signor Ruggiero definisce alieni gli assassini che hanno massacrato di botte un giovane senza un perché(?)
Alieni a cosa? Alle città sempre più ringhiose, in balìa della paura del diverso, dell’altro? Città che si rinchiudono sempre più in se stesse ponendo fuori qualsiasi individuo non simile, non accumunabile a noi e quindi da distruggere così come recitano le scritte sulle magliette indossate dai cosiddetti alieni?
Voglio pensare male e dare una parte di ragione a un lettore laddove affermava che in fondo questi delinquenti fanno il lavoro sporco che altri cittadini magari pensano, ma non osando sporcarsi le mani restano alla finestra e aspettano. Non tutti, ma forse molti.
Questi alieni nascono nelle nostre case, dalle nostre pance, sono figli nostri, mica extraterrestri. Frequentano le nostre scuole, di noi gente per bene intendo, i locali, gli stadi, i luoghi di lavoro che frequentiamo tutti noi; non vengono da Marte e la sera non vi ci tornano con l’astronave. Li abbiamo allattati al seno, li abbiamo cresciuti, ben pasciuti, “educati”; non sono orfani di mostruose creature che li hanno partoriti, abbandonati sulla Terra e poi sono scomparse inghiottite dalle viscere della terra.
Inutile provare a disconoscerli, a chiamarsi fuori per lavarsi la coscienza e rifarsi il pedigree politico. Non sono alieni, sono un ammasso di cellule e neuroni che abbiamo “prodotto” noi.

Da varesenews

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