UFO, Nuovo aggiornamento sul caso Stephenville: conferme radar ufficiali

Domenica 13 Luglio 2008 by iacopino

A distanza di sei mesi, grazie alle richieste del MUFON tramite il Freedom of Information Act (FOIA), arrivano i tracciati radar e i rapporti ufficiali, che dimostrano inequivocabilmente come l’aeronautica americana fosse ben al corrente, da subito, di quanto stava realmente avvenendo nei cieli di Stephenville, e che si trattava di uno o più oggetti volanti non identificati e non dei propri jet. Mentre prima erano state date ben 2 diverse versioni: in un primo momento avevano dichiarato che nessun aereo era in volo; in un secondo, che i loro caccia f-16 in esercitazione erano stati scambiati per gli UFO (ma gli f-16 sono rumorosi…). Infine, grazie al MUFON e al FOIA, è arrivata la conferma di ciò che aveva visto la gente (oggetti volanti non identificati).

Ma non finisce qui… alla stessa amministrazione del MUFON è stato intimato da una agenzia governativa di rimuovere dal loro sito la pagina dedicata al caso texano.

Per maggiori dettagli:

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Potenza superiore a 1400

Martedì 1 Luglio 2008 by iacopino

Oggi al Tg2 è stato detto il seguente strafalcione: “non si potranno guidare macchine con potenza superiore a mille e quattro (1400)” (e manca l’unità di misura)

Potenza = cavalli o N/m. La giornalista voleva forse dire 1400 cavalli? Non credo, le monoposto da Formula uno non arrivano a 800 CV.

Se intendeva la cilindrata, bé non è certo una misura della potenza del motore, ma del suo volume!

Leggere i pensieri con la risonanza magnetica funzionale

Giovedì 29 Maggio 2008 by iacopino

Verso una semantica cerebrale

Un computer che sa che cosa pensi

Per la prima volta si riesce a comprendere come il cervello codifichi i significati delle parole

Se pensate a qualcosa di concreto, c’è un computer che può leggere la vostra mente. Un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University ha infatti messo a punto un modello computazionale che può decifrare e predire l’esatto schema di attivazione del vostro cervello associato in modo univoco ai nomi delle cose concrete, di quelle cioè che potete vedere, sentire, tastare, odorare o gustare.

Già esistono apparecchiature in grado di rilevare gli schemi di attività motoria del cervello e in tal modo consentire di muovere con il solo pensiero il cursore di un computer su un monitor o un braccio artificiale, ma questo rappresenta un salto di qualità, in quanto si tratta della prima volta che si riesce a comprendere come il cervello codifichi i significati delle parole, in cui cioè ci si muove sul piano della semantica cerebrale.

Come illustrano in un articolo pubblicato sulla rivista “Science”, i ricercatori - diretti dall’informatico Tom M. Mitchell e dal neuroscienziato Marcel Just - hanno dapprima mostrato di essere in grado di rilevare, attraverso la risonanza magnetica funzionale, le aree del cervello che sono attivate quando una persona pensa una specifica parola. Successivamente hanno iniziato a prevedere gli schemi di attivazione cerebrale per parole concrete - cose esperite attraverso i sensi - per i quali non esistevano ancora dati nell’archivio delle loro registrazioni fMRI.

Il lavoro potrebbe quindi condurre a un uso delle scansioni cerebrali per l’identificazione di pensieri ed essere applicato allo studio dell’autismo o di disturbi come la schizofrenia paranoide o le demenze semantiche come il morbo di Pick.

Il gruppo di ricerca ha sviluppato un modello computazionale sfruttando gli schemi di attivazione fMRI di 60 nomi concreti, e analizzando statisticamente un insieme di testi per un totale di mille miliardi di parole. Il modello computazionale combina queste informazioni sulle parole utilizzate nel corpus dei testi per predire gli schemi di attivazione di migliaia di nomi che si riferiscono a oggetti e sensazioni concrete con un’accuratezza decisamente superiore a quella di una scelta casuale.

“Riteniamo di aver identificato un certo numero dei ‘mattoni’ fondamentali che il cervello utilizza per rappresentare i significati”, ha dichiarato Mitchell. “Accoppiando questi risultati con metodi computazionali che catturano il significato di una parola dal modo in cui è utilizzata in files di testo, questi mattoni costitutivi possono essere assemblati per prevedere gli schemi di attivazione neuronale per qualsiasi parola concreta. E abbiamo trovato che queste previsioni per le parole per le quali sono disponibili dati fMRI per testarle.”

“Noi siamo sostanzialmente dei percipienti e degli attori”, ha proseguito Just. “Così il cervello rappresenta il significato di una parola concreta con il modo in cui una persona lo sente o lo manipola. Il significato di una mela, per esempio, è rappresentato nelle aree cerebrali responsabili per il sapore, l’odore, la masticazione. Una mela è ciò che fate con essa. Il nostro lavoro è un piccolo ma importante passo nella decifrazione del codice cerebrale.”

Oltre alle rappresentazioni in queste aree senso-motorie i ricercatori hanno trovato significative attivazioni in altre aree, incluse quelle frontali associate alle funzioni di pianificazione e alla memoria di lungo termine. Quando qualcuno pensa a una mela, può per esempio innescare memorie legate all’ultima volta in cui ha assaggiato una mela, o pensare a come procurarsene una.

“Ciò suggerisce una teoria del significato basata sulle funzioni cerebrali”, aggiunge Just.

Nello studio, nove persone sono state sottoposte a fMRI mentre si concentravano su 60 parole stimolo, cinque parole per ciascuna delle 12 categorie semantiche individuate dai ricercatori, fra cui animali, parti del corpo, edifici, vestiti, insetti, veicoli e vegetali.

Per costruire il modello computazionale, i ricercatori hanno usato una macchina che sfrutta tecniche di apprendimento per analizzare la parole in un corpus di testi che riflette l’uso tipico delle parole dell’inglese. Per ogni parola, ne calcolava la frequenza di occorrenza in associazione a 25 verbi correlati a funzioni senso-motorie, come vedere, ascoltare, gustare, mangiare, spingere, ecc., in modo da costruire una caratterizzazione statistica dell’uso delle parole.

Questi 25 verbi, notano i ricercatori, rappresentano i mattoni costitutivi che il cervello utilizza per rappresentare i significati.

Sulla base di questi dati e degli schemi di attivazione cerebrale delle 60 parole stimolo i ricercatori sono stati così in grado di determinare come ogni co-occorrenza con uno dei 25 verbi influenzava l’attivazione ci ciascuno dei voxel (,ossia dei “pixel” tridimensionali) in cui era stata suddivisa la scansione in 3-D del cervello.

A questo punto, per predire lo schema di attivazione fMRI per qualsiasi parola concreta presente nel corpus di testi, il modello determina le co-occorrenze della parola con i 25 verbi ed elabora una mappa di attivazione sulla base del modo in cui queste co-occorrenze influiscono su ogni voxel.

Nei test di controllo, un modello computazionale separato era stato addestrato, per ciascuno dei nove soggetti, ricorrendo a solo 58 delle 60 parole stimolo e ai loro schemi di attivazione associati. Il modello veniva poi utilizzato per predire gli schemi di attivazione delle due parole restanti. In media è risultato che il modello aveva un’accuratezza del 77 per cento nel predire gli schemi di attivazione effettivamente riscontrati nei soggetti. Il modello si è dimostrato in grado di predire gli schemi di attivazione anche nelle aree semantiche per le quali non era stato”addestrato”. In un altro test il modello è stato infatti addestrato in solo dieci delle 12 categorie in cui erano classificate le 60 parole stimolo, per essere poi testato con le parole stimolo delle categorie omesse; se queste erano per esempio quelle di veicolo e vegetale, il modello doveva esprimersi su parole come aereo o sedano. In questo caso l’accuratezza delle previsioni scendeva un poco, al 70 per cento, un valore comunque molto superiore a quello casuale.

Ora i ricercatori cercheranno di studiare gli schemi di attivazione per le combinazioni nome-aggettivo, e di frasi semplici, e successivamente di affrontare anche il problema della rappresentazione di parole e concetti astratti. (gg)

Fonte: lescienze

Alieni? Quelli sono figli nostri

Venerdì 9 Maggio 2008 by iacopino

Un pensiero che condivido:

Caro direttore,
il signor Ruggiero definisce alieni gli assassini che hanno massacrato di botte un giovane senza un perché(?)
Alieni a cosa? Alle città sempre più ringhiose, in balìa della paura del diverso, dell’altro? Città che si rinchiudono sempre più in se stesse ponendo fuori qualsiasi individuo non simile, non accumunabile a noi e quindi da distruggere così come recitano le scritte sulle magliette indossate dai cosiddetti alieni?
Voglio pensare male e dare una parte di ragione a un lettore laddove affermava che in fondo questi delinquenti fanno il lavoro sporco che altri cittadini magari pensano, ma non osando sporcarsi le mani restano alla finestra e aspettano. Non tutti, ma forse molti.
Questi alieni nascono nelle nostre case, dalle nostre pance, sono figli nostri, mica extraterrestri. Frequentano le nostre scuole, di noi gente per bene intendo, i locali, gli stadi, i luoghi di lavoro che frequentiamo tutti noi; non vengono da Marte e la sera non vi ci tornano con l’astronave. Li abbiamo allattati al seno, li abbiamo cresciuti, ben pasciuti, “educati”; non sono orfani di mostruose creature che li hanno partoriti, abbandonati sulla Terra e poi sono scomparse inghiottite dalle viscere della terra.
Inutile provare a disconoscerli, a chiamarsi fuori per lavarsi la coscienza e rifarsi il pedigree politico. Non sono alieni, sono un ammasso di cellule e neuroni che abbiamo “prodotto” noi.

Da varesenews

Antartide: trovati residui impatto Asteroide. Ma il cratere dov’è?

Mercoledì 30 Aprile 2008 by iacopino

Trovati in Antartide i residui di un impatto di un Asteroide sulla
Terra di 800 mila anni fa !

(AGI) - Siena, 28 apr. - Non c’e’ traccia del cratere, eppure un
impatto terribile sulla terra e’ avvenuto circa 800.000 anni fa,
scagliando detriti a distanza di migliaia di chilometri.
http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200804281316-eco-rt1107…

“Il fenomeno - conclude Folco - gia’ conosciuto come il piu’ violento
dei recenti impatti cosmici della storia del nostro pianeta, e’ stato
dunque molto piu’ esteso di quanto si potesse sospettare. Ed e’
veramente strano che il cratere non sia visibile sulla crosta
terrestre. Questo, per ora, rimane un vero e proprio mistero
scientifico”.
http://mysterium.blogosfere.it/2008/04/trovati-in-antartide-i-residui…

Mi ricorda Tunguska. http://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Tunguska

Come mai non ci sono questi crateri?

Fenomeni anomali di Canneto

Martedì 29 Aprile 2008 by iacopino

Dal 2004 si verificano incendi e fenomeni elettromagnetici inspiegati.

Servizio di Voyager:

Dividiamo l’universo con altri esseri

Venerdì 4 Aprile 2008 by iacopino

Una dichiarazione shockante e secondo me molto importante, che non ha avuto la minima eco dalle nostre parti.

La dichiarazione è del comandante delle forze aeree messicane Wilson Salgado.

Ascoltate:

Io sinceramente non ho parole…

Avvistamento UFO a Revello (Cuneo), 18 marzo 2008

Mercoledì 26 Marzo 2008 by iacopino

Link fonte: http://www.ecodelchisone.it/articoli/articolo.asp?ID=25320

Descrizione:  intensa luce giallastra, tendente
all’arancione, che si muoveva freneticamente apparendo simile ad un
fulmine, ma, a differenza del lampo, non si esauriva in una frazione
di secondo: rimaneva fluttuante nel cielo oscuro.

Durata: una mezz’oretta

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Revello, martedì 18 alla sera
Arrivano gli Ufo?
Come un fulmine a S. Michele
REVELLO - Ancora un caso di avvistamento di oggetti luminosi non
identificati sulla collina revellese. Martedì 18, poco prima della
mezzanotte, sullo spartiacque collinare tra i Comuni di Revello e di
Rifreddo, è apparsa una strana luce giallastra, tendente
all’arancione, che si muoveva freneticamente apparendo simile ad un
fulmine, ma, a differenza del lampo, non si esauriva in una frazione
di secondo: rimaneva fluttuante nel cielo oscuro.
L’intensa luce è rimasta visibile per una mezz’oretta, rischiarando la
vegetazione spoglia del bosco, per poi scomparire improvvisamente. <<È
stato come se venisse spento un interruttore>> spiegano alcuni
testimoni che hanno notato, incuriositi, quella strana luce, tra lo
sbigottimento generale e una certa inquietudine. Lo zig-zag luminoso
si ergeva silenzioso nella zona conosciuta come S. Michele, a poche
centinaia di metri, in linea d’aria, dal centro abitato. Sono state
comunque scattate alcune fotografie, non nitidissime a causa della
lontananza e dell’oscurità.
L’insolito fatto non rappresenta comunque una novità. Alcuni anni fa,
pressappoco nella medesima zona, era stato avvistato un altro oggetto
luminoso non meglio spcificato. Quella volta la “visione” era stata
descritta dai testimoni (almeno tre persone), come un grosso pallone,
dal diametro di un paio di metri, molto chiaro, che era lentamente
sceso sul pendio, ammantato di neve. Una apparizione inspiegabile,
durata parecchi minuti, che si era conclusa con la discesa di questo
fascio di luce sul terreno e con la sua sparizione. La zona si
presentava allora irraggiungibile per la presenza una spessa coltre di
neve e non erano stati possibili sopralluoghi immediati. Ma
dell’accaduto si erano interessati esperti nel ramo.

Da oggi penso differente

Giovedì 20 Marzo 2008 by iacopino

Finalmente!Ho ritirato l’MBP verso le 18.30 e sto scrivendo con quello.

ATP sintasi e complessità meccanica della vita

Mercoledì 19 Marzo 2008 by iacopino

Ecco cosa produce energia in ogni nostra cellula.

Animazione 3D ATP sintasi

Stupefacente vero?